Le licenze Creative Commons (Cc)

Citando Aliprandi (vedi articolo precedente) “La licenza d’uso è uno strumento giuridico con il quale il detentore dei diritti sull’opera regolamenta l’utilizzo e la distribuzione della stessa. Si tratta quindi di uno strumento di diritto privato che, fondandosi sui principi del diritto d’autore, si occupa di chiarire ai fruitori dell’opera cosa possono fare e cosa non possono fare con essa. Il termine “licenza” deriva dal latino “licere” e indica genericamente un atto autorizzativo, poiché appunto la sua funzione principale (ma non l’unica, come vedremo) è quella di autorizzare alcuni utilizzi dell’opera. […]  Dal chiarimento del concetto di licenza già si coglie quanto sia infondato uno dei principali equivoci relativi alle licenze di libera distribuzione: cioè quello secondo cui la licenza sia una forma di tutela dell’opera. Infatti non è la licenza a tutelare l’opera; sono i principi di diritto d’autore a tutelare l’opera, mentre la licenza di libera distribuzione si muove proprio nel senso inverso. Ed effettivamente una delle principali funzioni di una licenza di libera distribuzione è proprio quella di autorizzare utilizzi dell’opera che non sarebbero normalmente consentiti nel modello di copyright tradizionale (cioè il modello “tutti i diritti riservati”). […]  Se escludiamo tassativamente il “fai da te”, da ciò derivano due possibili vie: o il licenziante può avvalersi di qualcuno di competente in campo giuridico per la redazione della licenza (lavoro che, se richiesto ad un professionista specializzato, può costare anche qualche migliaia di euro), oppure può affidarsi a licenze standardizzate messe a disposizione liberamente da progetti e organizzazioni non-profit (come ad esempio Creative Commons, Free Software Foundation, Open Source Initiative) che hanno affidato a giuristi preparati e ad esperti del settore la redazione delle licenze e il monitoraggio del loro enforcing. Sia ben chiaro un aspetto fondamentale: queste organizzazioni non diventano in alcun modo una parte in causa, cioè non sono responsabili di ogni singola applicazione delle licenze; e nemmeno si occupano direttamente della consulenza e dell’assistenza legale derivanti dall’applicazione delle loro licenze. Questi enti fungono solamente da redattori e promotori delle licenze; è possibile interagire con i responsabili di questi progetti inviando commenti, segnalando casi di studio, sollevando dibattiti nei forum pubblici, ma non è pensabile che essi siano tenuti ad intervenire nei singoli casi concreti. Ogni detentore dei diritti che sceglie di applicare una licenza standardizzata sulla propria opera lo fa sotto la sua piena responsabilità; è importante quindi un certo grado di consapevolezza e di informazione.”

A tal proposito, e per meglio scongiurare possibili equivoci o errori, ogni licenza Cc è articolata in tre forme differenti e complementari: il “Legal code” ovvero l’intero contratto espresso in linguaggio tecnico-giuridico, è la licenza vera e propria; il documento giuridicamente vincolante tra le parti; il “Commons deed” ovvero un riassunto in termini accessibili a chiunque dei contenuti della licenza integrale, e che rimanda al Legal code con un link; infine il “Digital code”, ovvero gli elementi chiave della licenza, espressi in forma di “metadati” (dati leggibili solo dai computer) HTML che verranno incorporati nel file dell’opera in modo permanente ed indissolubile. L’opera risulta associata alla licenza scelta in forma definitiva, per quanto riguarda la diffusione in rete o su un qualunque supporto tra quelli consentiti. “(Le licenze Creative Commons si applicano alle opere protette da copyright. In linea generale, le opere protette da copyright sono: libri, scritti, siti web, appunti, blog e ogni altra forma di scritto; fotografie e altre immagini visive; film, video game e altri documenti video; composizioni musicali, registrazioni sonore e altre opere audio. Le licenze Creative Commons non si applicano invece a idee, informazioni di fatto o altre cose che non sono protette da copyright. – cit. Aliprandi)”

Nel prossimo articolo verranno riportate le sei forme di licenza Cc, nella versione 3.0 Italiana

A presto.

Annunci

Un pensiero su “Le licenze Creative Commons (Cc)

  1. Pingback: Quale relazione tra fonografia e copyright? Altri possibili sviluppi del progetto « Parco dei Suoni

I commenti sono chiusi.