…ed altri contenuti…

Si conclude la discussione sulle categorie, chiuso il sondaggio relativo, e per chi volesse avere informazioni sul progetto al suo stato attuale, le troverà QUI collegate.

Vorrei ora invece affrontare l’impostazione generale dei contenuti del sito-blog che penso sia il caso di affiancare alla mappa sonora, cercando di proseguire sulla scia di queste pagine, affrontando però tematiche relative al paesaggio sonoro, al suono, al silenzio ed al rumore anche estranee all’area geografica del Lazio, che sembra sarà la scelta finale per localizzare la mappa. Il blog potrebbe invece collegare questo lavoro di fonografia ad altre iniziative simili in altre parti del mondo, ed inoltre essere un luogo sia di scambio che di proposta che di rilancio di altre iniziative e ricerche sul suono e sul paesaggio sonoro. Parlando sempre di mappe di suoni, ma in un’altra forma, un interessante forma di approfondimento è nella modalità in cui queste mappe possono essere utili a persone non vedenti, soprattutto a coloro che si muovono autonomamente nelle città e nei paesi. Per costoro molto spesso i riferimenti (visivi) che per i vedenti sono identificativi di un luogo, per i non vedenti sono invece riferimenti sonori, paesaggi sonori che nella memoria attiva identificano e descrivono uno spazio in modo da potervisi orientare come noi ci orientiamo con la vista.

E’, dunque, soprattutto in questi ultimi anni in cui la tecnologia di appoggio a non vedenti ha fatto grandi passi e comincia a diffondersi l’uso del computer con sintesi vocale, di primaria importanza promuovere un dibattito su questo tema con l’Unione Italiana Ciechi per capire se e come è possibile un coinvolgimento nel progetto, e cercare di rendere utilizzabile ed utile il sito anche a persone non vedenti, tramite l’uso della sola tastiera. I non vedenti sono, per forza di cose, degli eccellenti ascoltatori di suoni e portano una prospettiva radicalmente differente da quella estetica e, diciamo, artistica presente in questo genere di iniziativa.

Comprendere come ogni forma d’Arte, se così la si vuol chiamare, possa e debba essere utile alla società in cui essa vive ed opera, penso sia la chiave giusta per non dare in pasto al mercato e non rendere schiavo del denaro ogni slancio che nasce nell’uomo. Mentre oggi, spesso, il mondo dell’arte si rapporta con le persone e con l’immaginario collettivo misurando principalmente o soltanto il suo peso economico o di prestigio, rimanendo l’Arte estranea alla vita e lontana dalle persone alle quali dovrebbe rivolgersi.
a presto

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