ParcoDeiSuoni…

Soinumapa

SOINUMAPA, Mappa sonora dei Paesi Baschi è un progetto collaborativo basato sulla fonografia, cioè, l’arte di registrare i suoni del nostro ambiente, che pretende mostrare, ascoltare e condividere registrazioni di campo. Nella pagina web di SOINUMAPA puoi consultare una collezione di registrazioni realizzate nei Paesi Baschi: rumori di città, ambiente di montagna, animali, feste e celebrazioni, luoghi, …. Puoi consultare, ascoltare e riutilizzare gli archivi per qualsiasi fine creativo o educativo. Puoi anche partecipare inserendo registrazioni nella mappa e compartire i tuoi archivi.

Il collettivo di SoinuMapa ha ispirato anche questo blog e la filosofia che si propone di adottare: quella di un progetto collaborativo, aperto ai contributi di chiunque lo desideri, che sia un luogo di discussione su tutto ciò che di udito ed inaudito ci circonda.

Stiamo sistemando un sito “gemellato” con SoinuMapa, centrato sull’area dei Castelli Romani, che nasce assieme al progetto natural_Mente ed all’esperienza dell’ex orto botanico di Genzano, all’interno del quale c’è il “vero” Parco dei Suoni, con strumenti musicali ed oggetti sonori che invitano ad ascoltare acqua, vento, aria, paesaggi sonori, pensieri e dolci rumori… ed una sorta di “laboratorio permanente” di costruzione di questi strumenti all’orto.

Con queste poche righe vorremmo invitare a partecipare attivamente alla forma ed ai contenuti del sito e della mappa in costruzione, che saranno presentati e pubblicati definitivamente quest’estate su parcodeisuoni.net, all’apertura del quale questo blog verrà trasferito ed integrato lì. Nei prossimi giorni verranno presentati gli attuali problemi del sito, da subito invitiamo tutti a commentarli, criticarli, aggiornarli ed a contribuire con pensieri attivi a fare di questo progetto un progetto APERTO e CONDIVISO.

A presto!!!

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4 pensieri su “ParcoDeiSuoni…

  1. Mer 6 luglio 2011, 00:06:46
    Re: Parco Dei Suoni…un invito al progetto
    Da:
    marco illo
    A: marcello liberato

    “In ciò che stavo ascoltando, mi ero inbattuto in un movimento contrario al
    mio. Lo fermai.

    Più non si udì il mondo degli altri. MUSICA addio. Restò
    SILENZIO.Rimanevo senza muovermi, assolutamente senza muovermì

    …………………………………………………………………………………………………..

    una funzione non aveva più voglia di funzionare.tutto qui.altro non vedevo,se ero disfatto lo ignoravo.

    …tornò il pensare.Non come al solito,incredibilmente comprensivo.Vasto quello che scopriva,più e più vasto

    ,d’una vastità ignorata.E continuava se stesso senza palesare limiti,ogni parte generando le altre

    ,dandosi reciproca luce,un’estensione nuova.

    Mai troncate mai interrotte. Senza umori,a una stessa unica uguale cadenza,pensieri senza scosse

    senza impressionabilità, o meglio una sola prolungata all’estremo.

    Un panorama di correlazioni.

    Ero in riposo. Condizione prima. Innanzitutto il riposo, un riposo che non
    fosse solo assenza di mobilità, per mutarsi bene presto in sonnolenza e
    tutto sarebbe stato perduto, bensì un riposo d’un grado più avanzato, che è
    l’abbandono alla perdita d’intervento.
    Finita ogni captazione.
    […] Essere molto vigile e supremamente distaccato. E’ necassario smettere, e io
    avevo smesso, d’investigare: totalmente, o quasi.
    Pensiero smobilitato, è questo che occorre.
    Senza potervi neanche minimamente riflettere in quel momento, sentivo questa
    condizione come capitale…Niente preferenze nella contemplazione. Vedere,
    ma non esaminare. E’ l’altro che guida l’osservazione. Non si deve
    immischiarsene. L’altro non deve essere interrotto…
    Quello che sembrava possedere, in fatto di coscienza, una misura più larga
    della mia, quel lui che allettare è impossibile, col quale non si può
    dialogare o discutere aveva
    palesato le proprie conoscenze solo nel momento in cui, affaticato,
    smettendo d’intervenire, di cercare e di funzionare personalmente, avevo
    rinunciato alle riflessioni veramente mie, alle distraenti, pungenti,
    sorprendenti riflessioni, di quelle che piacciono , che mantengono in zona
    agitata…

    A un certo momento vi fu inizio di compiacimento per un pensiero.Quello era il ritorno,

    ero io-fastidioso quasi come una critica-,erano i cincischiamenti della curiosità che

    tornava,era la ghiottoneria mentale,il piacere d’intervenire,il ridestarsi di quel centro

    di smistamento che costituisce l’intelligente,dando a mano a mano i propri apprezzamenti.

    Durante le magnifiche ore di quell’intervallo fondamentale, soprattutto
    credo si siano realizzato alcune condizioni della Contemplazione, quando con un corpo di piombo

    e uno spirito svincolato,”sottile”,divenuto non so quante volte più sottile,librato viaggiatore percorrevo

    la mia suddita vita,questa faccenda non esaurita ancora,vasta come tutto un paese, cui l'”io” è solidale

    , un “io” frequentemente disorientato e ingannato,e che regolarmente si occulta,faccenda di cui tuttavia

    resta il conservatore,a tratti anche il pilota, benchè ignorante,ignorante sempre,ignorante,ignorante a perdita d’occhio.

    Dominio della quiete.Vi ero giunto,allora.

    Veramnte

    Non di sfuggita,piuttosto come se vi fossi stato innestato,

    pezzo di un congegno.

    Accresciuto,nuovo,totale.

    Quiete del fondamentale.

    Ritorno alla base.

    L’inutile finalmente dissipato.

    Lo spazio (da contemplare) e il tempo (adatto a contemplare:più scandito) e la respirazione rallentata( sostegno del contemplante),

    uniforme sufficiente-questi tre elementi riuniti,propizi alle estese vedute d’insieme,

    invitavano al godimento di ciò che avanza maestosamente,sovranamente.

    una grandezza, l’incomparabile era presente.
    Grandezza quando non c’è più ragionamento, quando cessa l’intercettazione
    dell’intrusa che in ogni momento e dappertutto s’infischia. Grandezza,
    quando la restrittrice, quando la mediocrizzante se n’è andata…”

    Ciò che trascorre allora nello spirito,placidamente,non commentato non analizzato,

    trascorre contemplato.

    …purchè respinte le variazioni(tutte le variazioni e idee di variazioni) e ciò di cui

    si nutrono le variazioni:informazioni,comunicazioni,il prurito della comunicazione;e conversazioni

    emulazioni,irruzioni,;scambi ,voglie,desideri,progetti;ciò che distrae,il solletico dei movimenti,dei mutamenti

    degli spostamenti,tutto quello che offre e prepara a qualcosa d’altro,a un’altro atteggiamento,a un nuovo “da venire”

    sotto ogni sua forma,l’interruzione.

    Purchè a più tardi rinviata la parola,sopratutto la parola,la sminuzzatrice parola.

    Silenzio. Il giorno del silenzio.Ritornare al silenzio.Rientrare nel silenzio.Svincolandosi dall’impermanenza,

    si ritrova allora,gli uni di più altri di meno,la Permanenza,il suo irradiarsi a poco a poco nell’essere acquietato,

    progressivamente riapprofondito.

    Solo, senza parole.

    Senza movimento.

    Senza inclinazione ad aggiungersi qualcosa.

    Ritrovata una respirazione più lenta,regolare

    regolarizzatrice,

    adatta solamente al continuo

    empiendomi di continuo

    godendo del continuo

    adunando silenzio

    accumulando silenzio

    Da un lato rinforzando

    d’altro lato sgomberando

    svincolamento dalle dimore del corpo,da tante dimore del corpo

    Svincolamento dallo spazio locale e dalla momentanea durata.

    Svincolamento

    ….questa é una delle testimonianze che ci ha lasciato H. Michaux in “Brecce”….
    ….sono solo degli estratti di una meravigliosa descrizione poetica che si intitola “Avvento della Contemplazione”….
    ….

    , p. 227, ed. Adelphi

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    • Ciao Marco, grazie mille del commentone!!!
      una piccola critica sulla lunghezza del paragrafo, potrei se vuoi copiare il testo dopo le righe in un file da visualizzare separatamente, per non distogliere troppo dall’articolo che è di carattere prevalentemente pratico…
      …così chi vuole lo può anche salvare facilmente per leggerlo con calma magari non in rete.
      A presto, e se ti va metti un pallino sul sondaggetto della mappa sonora…che ne pensi come sarebbe meglio farla una mappa sonora, Castelli Romani, Roma e provincia o Lazio?
      Un saluto

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      • si,va benissimo mettere il testo separatamente..grazie a te per lo stimolo….istintivamente mi vengono tante immagini di luoghi e momenti passati in giro nel lazio che ti direi forse preferisco una mappa del lazio..anche perché il paesaggio sonoro che offre una montagna in mezzo ad un parco naturale non c’é in un campione di territorio come i castelli romani,e anche perché sarebbe tagliata fuori la città che é interessantissima…direi Lazio come mappa sonora.. tutto il lavoro di studio e archivio é interessantissimo e stimolante…proverò a cogliere il senso pratico del lavoro…intanto metto un pallino come conferma..

        buon lavoro

        un saluto

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